A partire dal 1997, è in corso il Progetto di Ricerca sull'efficacia dell'approccio P.E.I.A.D., attraverso l'utilizzo dei dati delle valutazioni sintomatologiche e funzionali, di tutti i bambini seguiti nei contesti di intervento

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Uno dei primi pregiudizi da scardinare, per realizzare un buon lavoro con persone autistiche, è quello di utilizzare il confronto con la normalità, piuttosto che la peculiarità della loro modalità comunicativa.

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1. Aiutare a crescere, crescendo
2. Ricercare in se stessi e negli altri, le possibilità evolutive
3. Ascoltare costantemente il corpo

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I bambini autistici, a causa delle loro difficoltà relazionali, comunicative, sono comunemente descritti come chiusi in se stessi. Inoltre, i loro comportamenti sono considerati problematici,

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Nell'ambito del modello P.E.I.A.D., il processo di valutazione rappresenta un primo momento di contatto con la famiglia ed il bambino/ragazzo, partendo dal quale è poi possibile definire le modalità, i tempi, gli obiettivi e il progetto dell'intervento sul bambino/ragazzo e sull'intero sistema familiare.

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L'approccio P.E.I.A.D. (Progetto Evolutivo Integrato Autismo e Disabilità), propone un intervento integrato, da realizzarsi con le seguenti modalità:

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l PEIAD integra, nell’intervento con l’autismo, i seguenti approcci:
- le strategie cognitivo-comportamentali, che hanno dimostrato una efficacia nell’intervento psico-educativo con l’autismo (come l’approccio TEACCH);
- l’approccio sistemico relazionale, che offre una visione globale della famiglia e delle sue dinamiche;
- l’approccio della psicologia transpersonale, che sostiene una visione evolutiva e spirituale dell’uomo.

Per intervento etico intendiamo una visione che tenga presente della reale natura della persona autistica, che rispetti le sue particolarità ed anche la sua diversità, attraverso l’utilizzo di strategie che possano essere di sostegno alla sua crescita.

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