La Teoria Polivagale e la sua applicazione nell’autismo

Presso l'Associazione Il Filo dalla Torre, il nostro approccio si fonda sulla visione del bambino come un essere in costante evoluzione.

Per sostenere questo percorso, utilizziamo strumenti scientificamente avanzati che ci permettono di guardare oltre il comportamento manifesto, arrivando alla radice del benessere emotivo e relazionale. Uno di questi pilastri è la Teoria Polivagale.

Cos’è la Teoria Polivagale?

Sviluppata dal neuroscienziato Stephen Porges, la Teoria Polivagale ha rivoluzionato il modo in cui comprendiamo il sistema nervoso autonomo. Tradizionalmente, si pensava che il nostro sistema avesse solo due stati: "allerta" (combatti o fuggi) e "riposo".

Porges ha scoperto che esiste una terza via, fondamentale per noi esseri umani: il Sistema di Coinvolgimento Sociale (legato alla branca Ventrale del Nervo Vago).

In sintesi, il nostro sistema nervoso opera su tre livelli gerarchici:

· Sicurezza (Vago Ventrale): Ci sentiamo calmi, pronti a interagire, a imparare e a connetterci con gli altri.

· Pericolo (Simpatico): Il corpo si attiva per la mobilitazione (ansia, agitazione, reattività).

· Minaccia estrema (Vago Dorsale): Il sistema va in "blackout" o chiusura (distacco, chiusura in se stessi, letargia).

Un concetto chiave della teoria è la neurocezione: un processo involontario con cui il sistema nervoso del bambino scansiona costantemente l'ambiente alla ricerca di segnali di sicurezza o di minaccia. Se il radar rileva un pericolo (anche un rumore o un tono di voce troppo alto), il bambino esce dallo stato di calma e attiva risposte di difesa.

Perché viene utilizzata con i bambini autistici?

Molte delle sfide che i bambini autistici affrontano quotidianamente — come l'ipersensibilità sensoriale, l'ansia sociale o le difficoltà di comunicazione — non sono semplici "comportamenti errati", ma risposte adattive di un sistema nervoso che non si sente al sicuro.

L’applicazione della Teoria Polivagale nel nostro lavoro ci permette di:

· Ridurre le difese sensoriali: Quando il sistema nervoso si sposta verso lo stato di "sicurezza", i sensi diventano meno reattivi e il bambino riesce a tollerare meglio stimoli uditivi o ambientali.