Giornata Mondiale della Disabilità: dal limite alla risorsa

La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, istituita nel 1981, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha l’obiettivo di portare l’attenzione sul tema della disabilità, per facilitare i processi di inclusione nei diversi contesti di vita e prevenire ogni forma di discriminazione.

 

Il Tema scelto per il 2018 riguarda il coinvolgimento delle persone con disabilità nel garantire l'inclusione e l’uguaglianza, in termini di partecipazione alla vita politica, sociale, economica e culturale dei paesi membri.

Questo processo di integrazione è particolarmente complesso per alcune tipologie di disabilità, che implicano difficoltà di comunicazione e relazionali, come avviene nel caso del Disturbo dello Spettro Autistico.

Infatti, come sappiamo, nelle persone con autismo, sono presenti deficit nella reciprocità sociale ed emotiva, nella comunicazione verbale e non verbale usata a scopo sociale, nella creazione e mantenimento di legami sociali.

A causa della loro patologia, le persone “autistiche” incontrano gravi difficoltà e limitazioni nell'adattamento sia in ambito familiare che sociale e scolastico: tutto questo fa sì che “solitudine e inadeguatezza” nell’affrontare le difficoltà del vivere quotidiano diventino spesso un modus vivendi delle persone con disturbo autistico, delle loro famiglie e degli operatori professionisti.

Tale complessità richiede una presa in carico globale delle persone con autismo e delle loro famiglie, mediante Servizi specializzati, che sostengano la loro crescita, per tutto il corso dì vita, tenendo conto sia delle loro caratteristiche peculiari, sia delle necessità specifiche presenti nelle diverse fasi del ciclo di vita.

Questo può avvenire soltanto mediante la definizione, per ogni persona con disabilità, di un Progetto di Vita individualizzato, che ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, offrendo tutte le possibilità, affinché essa possa esprimere le proprie potenzialità e raggiungere un senso di autorealizzazione. Il Progetto di Vita si costruisce, coinvolgendo tutte le persone che fanno parte dell’ambiente di vita della persona (famiglia, tecnici, Servizi, operatori), in modo da creare una Rete, che consenta di trovare il giusto punto di incontro tra le potenzialità della persona e le opportunità ed esigenze del contesto.

In questo processo, un ruolo molto importante viene svolto dall’inserimento lavorativo, che permette alla persona con disabilità di costruire la propria identità adulta ed alla famiglia di riconoscere e considerare il proprio figlio, non solo in base alla disabilità ed ai limiti, ma alle risorse e alle possibilità di espressione e di realizzazione di queste.

Per questo, negli ultimi anni, l’Associazione ha rivolto la propria attenzione all’attivazione di interventi specifici per giovani adulti, con disturbo dello Spettro Autistico, mirati allo sviluppo di attitudini e competenze lavorative e all’inserimento in attività di tirocinio formativo, in un contesto protetto.

In particolare, sono state realizzate diverse esperienze, alcune anche innovative e sperimentali, sull’attivazione di tirocini formativi: è infatti al suo terzo anno di vita il progetto “Crescere aiutando a Crescere”, che grazie ad un finanziamento dell’ASL Rm-2 Adulti, permette a due ragazzi con Disabilità, Disturbo dello Spettro Autistico e Sindrome dell’X Fragile, di realizzare un progetto di tirocinio formativo, all’interno del asilo nido “Bimbi e Blues”, convenzionato con il Comune di Roma Capitale.

I ragazzi hanno la possibilità supportati da due operatori tutor di occuparsi delle attività rivolte a bambini tra i 18 e 36 mesi, sostenendo il lavoro svolto dalle educatrici ed occupandosi di preparare lo spazio, il materiale e gli ambienti in maniera adeguata e funzionale e di collaborare nello svolgimento delle attività per i bambini

Per ogni ragazzo coinvolto nel progetto, si è cercato di potenziare le attitudini e le risorse specifiche, in modo da facilitare il rapporto con i bambini ed il loro inserimento nel nido. Per questo, dopo una fase di training, sempre con il supporto dell’operatore, ogni ragazzo ha imparato a gestire piccoli gruppi di bambini, mediante la realizzazione di laboratori diversi.

Questa esperienza sta permettendo ai ragazzi coinvolti di aumentare sia il livello di consapevolezza, rispetto alle loro potenzialità ed ai loro limiti, sia la loro autostima,  grazie alla percezione di poter essere percepiti come risorse, in grado di contribuire al benessere generale di tutto il sistema, ed in particolare dei bambini presenti.

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Il Filo dal Canestro

Quando amore, professionalità ed esperienza nel campo dell’autismo incontrano il basket, nasce il Progetto Il Filo dal Canestro.

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