Autismo

L'autismo rappresenta una delle più gravi manifestazioni che colpiscono il bambino, sin dai momenti più precoci del suo sviluppo, nella sua capacità di stabilire interazioni con il mondo esterno e quindi di interessarsi, comprendere e partecipare attivamente alle relazioni sociali con atteggiamenti di isolamento e chiusura agli stimoli interpersonali.

 

 Talvolta la chiusura che sembra caratterizzare i bambini autistici, ha dato adito a supposizioni suggestive sulle motivazioni e i fattori determinanti una così singolare manifestazione: in questa prospettiva il disturbo ha assunto connotazioni molto simili a quelle di un ritiro quasi volontario, in cui l'assenza di linguaggio era interpretata più come un rifiuto dello stesso, piuttosto che come un disordine derivante dal mancato sviluppo o dalla devianza di una linea evolutiva.

A causa della natura enigmatica dell'autismo, attorno a tale fenomeno “sono fioriti miti e leggende assai difficili da sradicare” (Camaioni, 1997), come quello che attribuisce all'inadeguatezza delle cure materne la responsabilità diretta del fenomeno. A tutt’oggi permangono dubbi e controversie circa la natura e le cause di tale disturbo. Di fatto, con il termine Autismo Infantile, ci si riferisce ad un comportamento gravemente disturbato, la cui caratteristica principale è la grave incapacità di entrare in relazione con gli altri.
Sotto l'unica etichetta di “Autismo” sono compresi individui unificabili dal fatto che, a partire dalla prima infanzia, hanno presentato difficoltà nel capire ed esprimere sentimenti e nell'inserirsi in modo reciproco negli scambi sociali. A dispetto di tale comunanza, tuttavia, possono essere diagnosticati come autistici soggetti con caratteristiche sintomatologiche e comportamentali estremamente diverse.
Gillberg e Coleman (2003) considerano l’autismo non come un unico disturbo a spettro ma come una sindrome o una serie di sindromi causate da molte singole patologie diverse e distinte.
Freeman (1997) ha sintetizzato alcuni assunti su cui si basa l'attuale definizione di autismo:
• è una sindrome clinica ( definita su base comportamentale), poiché non è stato ancora identificato un elemento oggettivo che accomuni tutti i casi dal punto di vista biomedico e perché si caratterizza in sottotipi diversi per eziologia e trattamento;
• è un disturbo a spettro, che presuppone cioè un continuum di sintomi combinati in modo anche molto diverso tra loro e con livelli di gravità differenti;
• è una diagnosi in evoluzione perché l'espressione dei sintomi varia secondo l’età e del livello di sviluppo dell'individuo affetto dal disturbo;
• è una diagnosi di tipo retrospettivo perché richiede un'attenta ricostruzione dello sviluppo dell'individuo dato che l'età di insorgenza e il tipo di manifestazioni variano da individuo ad individuo;
• è un disturbo ubiquitario poiché diffuso in tutto il mondo, in tutte le razze e in tutti i tipi di famiglie;
• si presenta spesso in associazione con altre sindromi, disordini specifici e disabilità dello sviluppo.

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